SOURCE : il manifesto 2012.01.06 - 06 INTERNAZIONALE

 

STATI UNITI

È crisi anche per il bilancio militare

450 miliardi di tagli in dieci anni

TAGLIO MEDIO - MANLIO DINUCCI 

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Obama e Panetta annunciano «la nuova strategia» I risparmi si faranno riducendo le forze terrestri e tagliando i benefit dei veterani

«Dopo un decennio di guerra gli Stati uniti stanno voltando pagina»: lo ha detto ieri il presidente Obama nella conferenza stampa al Pentagono, presentando la nuova strategia insieme al segretario alla difesa Leon Panetta. Le forze armate statunitensi diverranno «più snelle», rendendo possibili tagli al bilancio militare per l'ammontare di 450 miliardi di dollari in dieci anni. Il messaggio propagandistico è chiaro: in tempo di crisi anche le forze armate devono stringere la cinghia. Il Pentagono sta dunque disarmando? Tutt'altro: sta razionalizzando l'uso delle risorse per rendere la sua macchina bellica ancora più efficiente.


avion_de_chasse_21La spesa militare Usa, che è quasi raddoppiata lo scorso decennio, ammonta secondo il Sipri al 43% di quella mondiale. Ma, incluse altre spese di carattere militare, supera il 50% di quella mondiale. Per il 2012, il Pentagono riceve 553 miliardi di dollari, salendo di 23 miliardi rispetto al 2010. Si aggiungono a questi 118 miliardi per la guerra in Afghanistan e per le «attività di transizione in Iraq» e 17 per le armi nucleari, del cui mantenimento si occupa il Dipartimento dell'energia. Comprese altre spese di carattere militare, tra cui 124 miliardi per i militari a riposo e 47 per il Dipartimento della sicurezza della patria, la spesa militare Usa supera i 900 miliardi di dollari, circa un quarto del bilancio federale.


uss_theodore_roosevelt_cvn_71_aircraft_carrierSu questo sfondo di colloca l'annunciato taglio di 45 miliardi annui nel prossimo decennio. I risparmi dovrebbero essere effettuati soprattuttto riducendo le forze terrestri, da 570mila a 520mila effettivi, e restringendo i benefit (compresa l'assistenza medica) dei veterani. La riduzione delle forze terrestri si inquadra nella nuova strategia, testata con la guerra di Libia: è il nuovo modo di fare la guerra - sostengono a Washington - che ha dimostrato come potenze di media grandezza possano essere sconfitte e i loro leader rovesciati, usando la schiacciante superiorità aerea e navale Usa/Nato e facendo assumere il peso maggiore agli alleati. Non per questo le guerre costano meno: i fondi necessari, come è avvenuto per l'operazione contro la Libia, vengono autorizzati dal Congresso di volta in volta, aggiungendoli al bilancio del Pentagono.


Le forze Usa, ha sottolineato Panetta, diverranno più agili, più flessibili e pronte ad essere dispiegate rapidamente. Con esse, gli Usa saranno in grado di affrontare e sconfiggere più di un avversario contemporaneamente. Ciò sarà reso possibile dal fatto che, mentre ridurranno le forze terrestri, gli Usa acquisiranno nuove capacità militari, puntando su sistemi d'arma ad alta tecnologia e sul controllo dello spazio. La nuova strategia prevede, allo stesso tempo, un uso sempre maggiore dei servizi segreti e delle forze speciali. 


global hawk4--469x239Quando era direttore della Cia (una delle 17 organizzazioni federali della «comunità di intelligence»), Panetta ha accelerato la trasformazione dell'agenzia in una vera e propria organizzazione militare: essa ha impiegato in misura crescente droni armati negli attacchi in Afghanistan e Pakistan e costituito basi segrete per le operazioni di commandos nello Yemen e in altri paesi. Come è emerso da un'inchiesta del Washington Post, le forze per le operazioni speciali sono oggi dispiegate in 75 paesi, rispetto a 60 due anni fa, e sono affiancate sempre più da mercenari di compagnie militari private, che agiscono anch'essi nell'ombra. La guerra viene così condotta in forme meno visibili, ma non per questo meno costose. Il budget dei servizi segreti è infatti «classificato», ossia segreto. Nessuno può quindi sapere a quanto ammonti realmente la spesa militare statunitense. 


stealth-bomber-bombing2Gli Stati uniti, prevede la nuova strategia, dovranno essere in grado di sostenere e vincere un conflitto di grosse proporzioni, mantenendo allo stesso tempo la capacità di bloccare un altro maggiore avversario in un'altra regione e condurre inoltre operazioni di «controterrorismo» e imposizione di «no-fly zone». Per questo avranno bisogno dei più avanzati sistemi d'arma, come il caccia F-35, la cui realizzazione, con qualche aggiustamento, proseguirà (anche perché serve a rafforzare la leadership statunitense sugli alleati). Gli Usa avranno allo stesso tempo bisogno di forze nucleari sempre pronte all'attacco: a tal fine, annuncia il Pentagono, «l'Amministrazione modernizzerà l'arsenale nucleare e il complesso che lo sostiene». La spesa non è quantificata, ma certamente sarà enorme.


image-gratuit-images-helicopteres-apacheQuello annunciato a Washington non è dunque un rallentamento della corsa agli armamenti, ma un aggiustamento che prelude a una nuova escalation bellica e quindi a un ulteriore aumento della spesa militare mondiale, che già supera 3 milioni di dollari al minuto. Panetta ha chiarito che la nuova strategia ha come centro focale il Medio Oriente e la regione Asia/Pacifico, facendo capire che gli Usa tengono sotto mira Iran e Siria e intendono contrapporsi militarmente alla Cina e alla Russia. Il presidente Obama ha annunciato che «anche se le nostre truppe continuano a combattere in Afghanistan, la marea della guerra sta calando», ma ha messo in chiaro che «gli Stati uniti manterranno la propria superiorità militare». Il suo scopo è dichiarato nel titolo del rapporto con cui il Pentagono enuncia la nuova strategia: «Sostenere la leadership globale degli Usa». Che «stanno voltando pagina» andando indietro nella storia, ai tempi d'oro dell'imperialismo. 

 
SOURCE : IL MANIFESTO & LA STAMPA 

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Les USA « tournent la page » vers de nouvelles guerres

Derrière les coupes du budget du Pentagone

par Manlio Dinucci

 

Le 7 janvier 2012

ilmanifesto.it - 2011-01-06

 

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« Après une décennie de guerre les Etats-Unis sont en train de tourner la page » : c’est ce qu’a dit hier le président Obama dans la conférence de presse au Pentagone, en présentant la nouvelle stratégie, avec le secrétaire à la défense Leon Panetta. Les forces armées deviendront « plus minces », rendant possibles des coupes dans le bilan militaire pour un montant de 450 milliards de dollars en dix ans.  Le message propagandiste est clair : en temps de crise même les forces armées doivent serrer la ceinture. Le Pentagone est-il donc en train de désarmer ? Pas du tout : il rationalise l’utilisation des ressources pour rendre sa machine de guerre encore plus efficiente.

f35La dépense militaire étasunienne, qui a presque doublé cette dernière décennie, se monte selon le Sipri à 43% de la dépense militaire mondiale. Mais, y incluses d’autres dépenses de caractère militaire, elle dépasse les 50% de la dépense mondiale. Pour 2012, le Pentagone reçoit 553 milliards de dollars, 23 milliards de plus qu’en 2010. S’y ajoutent 118 milliards pour la guerre en Afghanistan et pour les « activités de transition en Irak » et 17 pour les armes nucléaires, que gère le Département de l’énergie. En y incluant d’autres dépenses à caractère militaire, parmi lesquelles 124 milliards pour les militaires à la retraite et 47 pour le Département de la sécurité de la patrie, la dépense militaire étasunienne dépasse les 900 milliards de dollars, un quart environ du budget fédéral.

porteavionsC’est sur ce fond que vient la coupe annoncée de 45 milliards annuels dans la prochaine décennie. Les économies devraient être effectuées surtout en réduisant les forces terrestres, de 570mille à 520mille effectifs, et en réduisant les allocations (y compris l’assistance médicale) des anciens combattants. La réduction des forces terrestres prend place dans la nouvelle stratégie, testée avec la guerre contre la Libye : c’est la nouvelle façon de faire la guerre -soutient-on à Washington- qui a montré comment des puissances de grandeur moyenne peuvent être battues et leurs leaders renversés, en utilisant l’écrasante supériorité aérienne et navale Usa/OTAN et en en faisant porter le plus gros poids aux alliés. Les guerres n’en coûtent pas moins pour cela : les fonds nécessaires, comme cela s’est passé pour la Libye, sont autorisés par le Congrès d’une fois sur l’autre, en les ajoutant au budget du Pentagone.

air_force_f117_nighthawkLes forces étasuniennes, a souligné Panetta, deviendront plus agiles, plus flexibles et prêtes à être déployées rapidement. Avec elles, les Usa seront en mesure d’affronter et de vaincre simultanément plus d’un adversaire. Cela sera rendu possible par le fait que, tandis qu’ils réduiront leurs forces terrestres, les Usa acquerront de nouvelles capacités militaires, en ciblant des systèmes d’arme à haute technologie et le contrôle de l’espace. La nouvelle stratégie prévoit, en même temps, une utilisation de plus en plus grande des services secrets et des forces spéciales.

Quand il était directeur de la Cia (une des 17 organisations fédérales de la « communauté d’intelligence ») Panetta a accéléré la transformation de l’agence en une véritable organisation militaire : elle a utilisé de façon croissante des drones armés dans les attaques en Afghanistan et constitué des bases secrètes pour les opérations de commandos au Yémen et dans plusieurs autres pays. Comme il est ressorti d’une enquête du Washington Post, les forces pour les opérations spéciales sont aujourd’hui déployées dans 75 pays, au lieu de 60 il y a deux ans, et sont de plus en plus flanquées de mercenaires de compagnies privées, qui agissent elles aussi dans l’ombre. La guerre est ainsi menée en des formes moins visibles, mais non moins coûteuses de ce fait. Le budget des services secrets est en effet « classifié », c’est-à-dire secret. Personne ne peut ainsi savoir à combien se monte réellement la dépense militaire étasunienne.

bombe-atomique-americaine-4cc75Les Etats-Unis, prévoit la nouvelle stratégie, devront être en mesure d’assumer et de vaincre un conflit de grandes proportions, en conservant simultanément la capacité de bloquer un autre adversaire majeur dans une autre région et de conduire en outre des opérations de « contre-terrorisme » et d’imposition d’une « no-fly-zone ». Ils auront besoin pour cela des systèmes d’armes les plus avancés, comme le chasseur F-35, dont la réalisation, avec quelque ajustement, va continuer (du fait, aussi, qu’il sert à renforcer le leadership étasunien sur ses alliés). Les Usa auront en même temps besoin de forces nucléaires toujours prêtes à l’attaque : à cette fin, annonce le Pentagone, « l’Administration modernisera l’arsenal nucléaire et le complexe qui le soutient ». La dépense n’est pas quantifiée, mais sera certainement énorme.

Ce qu’a annoncé Washington n’est donc pas un ralentissement de la course aux armements, mais un ajustement qui prélude une nouvelle escalade guerrière et, donc, une augmentation ultérieure de la dépense militaire mondiale, qui dépasse déjà les 3 millions de dollars par minute.  Panetta a expliqué que la nouvelle stratégie a comme centre focal le Moyen-Orient et la région Asie/Pacifique, faisant comprendre que les Usa gardent dans leur collimateur l’Iran et la Syrie, et entendent s’opposer militairement à la Chine et à la Russie. Le président Obama a annoncé que « même si nos troupes continuent à se battre en Afghanistan, la marée de la guerre se retire », mais il a bien clarifié que « les Etats-Unis garderont leur supériorité militaire ». Son but est déclaré dans le titre du rapport par lequel le Pentagone énonce la nouvelle stratégie : « Soutenir le leadership mondial des Usa ». Qui « sont entrain de tourner la page » en faisant marche arrière dans l’histoire, à l’âge d’or de l’impérialisme.

 

Titre original en italien : È crisi anche per il bilancio militare 450 miliardi di tagli in dieci anni (« C’est la crise aussi pour le budget militaire, 450 milliards de coupes en dix ans »). Edition de vendredi 6 janvier 2012 de il manifesto 

Traduit de l’italien par Marie-Ange Patrizio